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Come Gesù Cristo ha rovesciato il mito del capro espiatorio nell'interpretazione di René Girard

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  Tutte le società, scrive il filosofo René Girard, affondano le radici nella violenza. Una violenza che ha una dimensione mimetica: gli uomini sono destinati a imitare il comportamento degli altri uomini. Amano ciò che amano gli altri, desiderano ciò che desiderano gli altri. Inevitabilmente, la dinamica dell'imitazione reciproca porta a contese e a disordini sociali. Tuttavia, gli esseri umani rifuggono dal caos e invocano il ripristino dell'ordine. Ma se non riescono a liberarsi dal desiderio d'imitazione, rimane solo una soluzione per superare il conflitto e ripristinare la pace: il capro espiatorio. Questo bisogno di ristabilire la pace ed evitare la disintegrazione della società attraverso il sacrificio è per Girard il “meccanismo del capro espiatorio”. Questo meccanismo è lo sviluppo naturale del desiderio d'imitazione; uno completa l'altro e forma un circolo di assassinî e violenza di cui l'umanità è schiava dall'alba dei tempi. Non c’è altro motivo...