Psicosi di massa

 … o ipnosi di massa: la pazzia della folla

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Traduzione di “Mass formation psychosis”, dal blog del dottor Robert Malone

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Come molti di voi sapranno, da qualche tempo studio la teoria della psicosi di massa e la divulgo. La maggior parte di ciò che so l'ho appreso dal dottor Mattias Desmet, che si è accorto di come questa forma di ipnosi di massa, di pazzia delle folle, spieghi uno strano fenomeno: circa il 20-30 percento della popolazione nel mondo occidentale si sta facendo abbindolare dalle Nobili Menzogne e dalla narrazione dominante sulla sicurezza e l'efficacia dei vaccini genetici, menzogne e narrazione diffuse dai politici, da burocrati in camice bianco, dalle aziende farmaceutiche e dai media tradizionali.

Si osserva dunque, in questa ipnosi di massa, che un'ampia parte della popolazione è del tutto incapace di elaborare nuovi dati e fatti scientifici che dimostrano come siano stati ingannati sull'efficacia e sulle reazioni avverse delle mascherine obbligatorie, dei confinamenti e dei vaccini genetici che fanno sì che i corpi delle persone inoculate producano grandi quantità di proteine “Spinula” (Spike) biologicamente attive.

Gl'ipnotizzati da questo processo non riescono a riconoscere le bugie e le mistificazioni pubblicizzate in modo martellante tutt'i giorni, e aggrediscono chiunque abbia l'ardire di condividere informazioni che contraddicano la propaganda a cui essi aderiscono. E per tutti coloro la cui famiglia e la cui rete di conoscenze e amicizie sono state distrutte da questo processo e che sono stati abbandonati da amici e parenti perché mettono in dubbio la “verità” ufficiale e seguono la letteratura scientifica, ciò può esser fonte di forte angoscia, sofferenza e dolore psicologico.

Pensavo a tutti costoro quando ho aggiunto l'argomento della teoria della formazione di massa del dottor Mattias Desmet in un discorso che ho pronunciato a Tampa, in Florida, davanti a un uditorio di circa 2.000 persone. Mentre rivolgevo lo sguardo al pubblico vedevo molti volti comporsi in un'espressione di sollievo; alcuni, stoici, addirittura si sono commossi.

Qualcuno ha registrato il mio discorso a mia insaputa e ha montato la mia voce su una serie di immagini tranquillizzanti di paesaggi naturali, realizzando un video che è diventato virale in tutto il mondo. Ecco un collegamento al video con alcune note di spiegazione e integrazione al discorso. Molti mi hanno confidato che l'hanno trovato addirittura terapeutico. Spero che possa aiutare anche voi.



Una breve panoramica della teoria della formazione di massa sviluppata dal dottor Desmet, psicologo e statistico all'università di Ghent in Belgio. Il dottor Mattias ha scoperto qualcosa su ciò che sta avvenendo e chiama questo fenomeno “psicosi di formazione di massa”.

Quando egli dice “formazione ‘di massa’”, ci si deve figurare l'equivalente di “formazione di ‘folla’”. Quindi si può considerare come una psicosi collettiva, della folla.

Tra le condizioni affinché questa psicosi si verifichi ci sono la mancanza di connessione sociale e di percezione del senso della vita, ma anche grandi quantità di ansia latente e di aggressione passiva. Quando la gente viene inondata di storie che le presentano un “oggetto d'ansia” plausibile e, al tempo stesso, una strategia per affrontarlo, molti individui si uniscono per combattere l'oggetto con una risposta unanime. Ciò permette alle persone di dimenticare i loro problemi, ed evitare l'angoscia mentale. Essi si concentrano, invece, sul nuovo oggetto, con tutte le loro energie mentali.

Coll'avanzare della formazione di massa, il gruppo aumenta la connessione reciproca. La sua attenzione si restringe ed esso finisce col non essere più capace di prendere in considerazione punti di vista diversi. I capi sono adorati e si pensa che non siano in grado di fare del male.

Senza un freno, la società preda di questo incantesimo di massa è pronta a sostenere una struttura di governo totalitaria capace di atrocità altrimenti inconcepibili per mantenere l'ubbidienza. Una nota: la formazione di massa si distingue dal pensiero di gruppo. È relativamente facile rimediare al pensiero di gruppo: basta introdurre voci dissenzienti e far sì che esse si facciano sentire. Non è altrettanto facile con la formazione di massa. Anche quando la narrazione ufficiale cade a pezzi, la folla, ipnotizzata, non riesce a liberarsi dalle catene. Ed è ciò che sta accadendo con il Covid-19. La soluzione pensata da chi controlla la narrazione è la diffusione di bugie ancor più grandi. Chi subisce il controllo ed è intrappolato in questa formazione di massa non è più capace di usare la ragione per liberarsi dalla narrazione.

L'esempio più ovvio di formazione di massa è quello della Germania degli anni Trenta e Quaranta. Come fu possibile che il popolo tedesco, così istruito, così occidentale, di costumi così liberali in senso classico, abbia potuto impazzire a tal segno da fare quello che ha fatto agli ebrei? Com'è potuto accadere a un popolo tanto civile?

Il capo di una formazione di massa sfrutterà la propria visibilità per fornire in continuazione al gruppo nuove informazioni sulle quali concentrarsi. Nel caso del Covid-19, mi piace parlare di “pornografia del terrore”. I capi, attraverso i mezzi di comunicazione dominanti e i canali governativi, nutrono in continuazione la “bestia” di nuovi messaggi che non fanno altro che rafforzare lo stato d'ipnosi della gente.

Gli studi indicano che la formazione di massa segue una distribuzione generale così composta:

  • il 30 percento ha subìto il lavaggio del cervello, è ipnotizzato, indottrinato dalla narrazione di gruppo;
  • il 40 percento sta in mezzo e può essere persuaso a seguire la narrazione dominante se non percepisce la presenza di un'alternativa;
  • il 30 percento combatte contro la narrazione.
I ribelli che combattono contro la narrazione diventano i nemici degli indottrinati e, perciò, sono il principale bersaglio della loro aggressione.

Continuare a esprimersi contro la narrazione dominante è uno dei modi migliori per contrastare la formazione di massa. In questo modo si può sperare di rompere l'incantesimo di alcuni di coloro che rimangono invischiati nella narrazione dominante, e di persuadere alcuni di coloro che si trovano nel mezzo ad abbracciare la ragione.

Il dottor Desmet suggerisce che, per un avvenimento tanto grande quanto il Covid-19, il solo modo per fare svanire la psicosi è fornire alla folla qualcosa di più grande su cui concentrarsi. E questo potrebbe essere il totalitarismo. Dopo il Covid-19, il totalitarismo mondiale è forse il problema più grande dei nostri tempi.

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